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| La Voce di Mantova Sta registrando un buon successo di pubblico il nuovo romanzo di Serafino Massoni L'alba delle aquile. Seconda parte della trilogia iniziata con Le rose del Vaticano (1994), è un thriller storico ambientato nella Germania del Terzo Reich con prologo a Venezia ed epilogo a Berlino nel 1938. Dalla caduta dell'Impero Austro-ungarico alla vigilia della seconda guerra mondiale: in questo scenario l'autore fa entrare i suoi personaggi, sia romanzeschi che storici, creando una suggestiva rievocazione di anni che sono stati tragicamente cruciali nella storia dell'umanità. Ne L'alba delle aquile Massoni passa alla descrizione di una Venezia che, oltre alla facciata decadente, mostra squarci a tinte cruente, al ritratto di una Vienna che vede partire per l'esilio il suo imperatore e assiste alla dilagante violenza nazionalsocialista, ai passaggi macabramente stilizzati di una Monaco e di una Berlino cadute nelle mani del totalitarismo nazista. Gli eventi drammatici sono scanditi da storie che convergono nei fatti che hanno reso famosi alcuni dei gerarchi del Terzo Reich, quali Ernst Rohm, Julius Streicher, Hermann Göring. E così donne biondissime soccombono a una storia efferata come quei protagonisti che, dalla fondazione del Partito Nazionalsocialista alla resa dei conti della "Notte dei lunghi coltelli", non risparmiano neanche se stessi. Con L'alba delle aquile Massoni ferma con rigore e bravura un importante pezzo di storia quale è stata la nascita e la trasformazione demoniaca della macchina nazista. Dalla caduta dell'Impero austro-ungarico alla vigilia della seconda guerra mondiale: è questo lo scenario in cui Serafino Massoni fa entrare i suoi personaggi, sia romanzeschi che storici, creando una suggestiva rievocazione di anni che sono stati tragicamente cruciali nella storia dell'umanità. L'alba delle aquile passa dalle descrizioni di una Venezia insolita, che oltre alla sua irrinunciabile facciata decadente mostra squarci a tinte cupe e cruente, al ritratto in movimento di una Vienna mitteleuropea che dopo la sconfitta vede partire per l'esilio il suo imperatore e assiste con la mente annebbiata alla dilagante violenza nazionalsocialista, ai paesaggi macabramente stilizzati di una Monaco e di una Berlino cadute nelle mani della follia nazista. Gli eventi drammatici vengono scanditi da storie che convergono accidentalmente nei fatti che hanno reso tristemente famosi nomi quali Adolf Hitler, Hermann Göring, Ernst Röhm, Julius Streicher. E così donne biondissime come Violet, Eva ed Erna Grühn che nelle tele di Franz sostituiscono gli ideali femminili botticelliani soccombono a una storia indicibilmente perversa ed efferata come certi suoi protagonisti, che dalla fondazione del Partito Nazionalsocialista alla resa dei conti della "Notte dei lunghi coltelli" non risparmiano neanche se stessi. Con L'alba delle aquile Massoni ferma con rigore e bravura un importante e forse poco noto pezzo di storia quale è stata la nascita e la trasformazione demoniaca della macchina nazista. | |