John
Milton
Il
Paradiso perduto
Paradise
Lost
Traduzione
di Andrea Maffei
Indice / Index
Redazione
Tranchida
Figlio
di un notaio e compositore di musica,
John Milton (Londra
1608-74) trascorse gli anni dell’infanzia
e della adolescenza nell’ambiente
familiare di puritani colti e umanisti.
Dal 1620 al 1625 alla St Paul’s
School, frequentò poi il Christ’s
College di Cambridge, dove si laureò
nel 1632. Abbandonata l’intenzione
originaria di prendere gli ordini sacri,
visse con il padre a Horton (Buckinghamshire),
leggendo i classici e i grandi autori
continentali: fondamentali per Milton,
che conosceva l’italiano, le letture
di Dante, Petrarca, Bembo, Tasso. A
ciò accompagnava lo studio della matematica
e della musica e la composizione di
poesie. Tra il 1638 e il 1639 viaggiò
in Italia, Francia e Svizzera, ma fu
costretto a tornare in patria dalla
minaccia della guerra civile. Dedicatosi
all’insegnamento e iniziata la
polemica con il vescovo Hall e i difensori
dell’episcopato, sposò nel 1642
la diciassettenne Mary Powell, figlia
di un monarchico, che però lo abbandonò
dopo un mese, forse per ragioni connesse
con lo scoppio della guerra civile:
certo è che Milton divenne un sostenitore
del divorzio, scrivendone nel 1643 l’apologia.
Nel 1645 si riconciliò con la moglie;
dopo la morte di lei (1652) si risposò
altre due volte. Dalle varie unioni
ebbe sette figli. La morte del padre,
avvenuta nel 1646, portò un miglioramento
delle condizioni finanziarie del poeta,
che abbandonò l’insegnamento.
Ma il ritorno all’arte (se si
eccettuano alcuni sonetti composti a
intervalli diversi) sarà procrastinato
fino al 1658, quando inizierà la composizione
di Paradise
Lost.
Frattanto, nel 1649, nonostante seri
disturbi alla vista (che nel 1652 lo
condurranno alla completa cecità), aveva
accettato la carica di segretario del
Comitato degli affari esteri. Animato
da foga partigiana, si dedicò alla difesa
di Cromwell e del puritanesimo, componendo
vari scritti polemici. Con la Restaurazione
(1660), perseguitato e persa gran parte
della sua fortuna, si ritirò a vita
privata, e si dedicò alla stesura dei
suoi capolavori.
Redazione
Tranchida
Giulio
Giorello, Corriere della sera:
"Fra i capolavori fondamentali
della civiltà occidentale."
Famiglia
cristiana: "Il poema
colpisce ancora per la forza delle
immagini e l'impianto della narrazione."
Poema epico in dodici libri (dieci in origine), Il Paradiso perduto è la celebrazione del libero
arbitrio dell'uomo e, insieme, un
poderoso richiamo ai pericoli dell'orgoglio,
al suo potere esiziale sulla debolezza
umana. L'impalcatura è teologica,
i temi sono tratti dall'Antico Testamento.
Ma non è solo l'esperienza religiosa
e libresca di Milton a confluire in
questa sintesi monumentale; la sua
esperienza più intensa e drammatica,
il controverso rapporto con le donne,
viene proiettata e sublimata nelle
vicende bibliche.
"In
Milton si compie consapevolmente la
più perfetta fusione tra i due elementi
della civiltà occidentale: il biblico
e il classico" come scrisse il celebre
anglista Mario Praz. La lezione dei nostri grandi poeti, di Dante in primo luogo,
non poteva trovare eco migliore.
L'edizione
integrale è nella traduzione del grande
Andrea Maffei
(Molina Val di Ledro, 1798
- Milano, 1885) seguace di Vincenzo
Monti, è autore di versi e un romanzo.
Andrea
Maffei ebbe fama come traduttore di
Shakespeare, Goethe, Schiller e Milton.
De
Il Paradiso
perduto la
sua traduzione rimane ancora oggi insuperabile.
LETTERATURA INGLESE NEL CATALOGO TRANCHIDA