Davide Pinardi

Il VALDESE

 



autori - novità - titoli

Il 18 ottobre dell'Anno di Grazia 1685 Luigi XIV revocava l'Editto di Nantes. Centinaia di migliaia di Protestanti francesi, gli Ugonotti, d'improvviso si trovarono di fronte all'alternativa drastica di andarsene abbandonando tutto o subire le violenze dei Dragoni del Re fino alla conversione o alla morte. Molti fuggirono, molti furono trucidati. Luigi XIV impose le sue decisioni al giovane Vittorio Amedeo di Savoia, Principe di un piccolo Stato satellite alla Francia. Ma i Protestanti piemontesi, i Valdesi, unici sopravvissuti in Italia, opposero una strenua resistenza. E iniziò così un'interminabile vicenda di lotte e di fede, di sangue e di disperazione, di morte e di eroismo. Un romanzo sulla reciproca comprensione nello scontro di mondi che si odiano. E alla fine del tutto - della strage e della gioia - l'eterno interrogativo: come affrontare le infinite ingiustizie della Storia?

la critica ha scritto:
Luciano Genta, Tuttolibri-La Stampa Una storia secentesca narrata con eleganza e abilità: conosciuto Enrico di Montaldo non lo si abbandona più, gli si sta volentieri alle costole, dal Piemonte di Vittorio Amedeo a Ginevra, ancora al Piemonte, ancora in Svizzera. Riforma In un libro o in un film, qualche volta il valdese ritorna, se non sul versante storico quanto meno su quello romanzato o romanzesco (Davide Pinardi: Il Valdese). Qui siamo nella Francia del 1600, con dame e signori leziosi e relative conversazioni futili, il gossip ovvero il cicaleccio dell'epoca, più i passatempi dei nobili (quasi mai nobili passatempi). In un istituto del cattolicesimo arcigno stringono amicizia Sebastiano conte di Villafranca e Enrico di Montaldo. Costui non sa delle sue ascendenze valdesi e quando inaspettatamente le scopre le vuole rinverdire sposando Denise, figlia di un pastore di La Tour. Nel 1598 Enrico IV promulgava l'Editto di Nantes che metteva fine alle guerre di religione e concedeva limitata libertà di culto ai calvinisti francesi, ma nel 1685 Luigi XIV lo revoca con il contro-editto di Fontainebleau. Le strade dei due amici si dividono, i protestanti di Francia e Piemonte si trovano su quelle che sappiamo: abiura o emarginazione, o serrarsi nelle case (e nella resistenza della fede) diventando oggetti di violenza e di massacro, come altri prima e dopo. Enrico non lascia la sua gente, ne salva un gruppo prima di venire arrestato. Sebastiano appartiene alla maggioranza che della propria forza ha fatto una ragione, come infinite altre volte nel mondo, ma lo fa liberare: in nome dell'amicizia o dell'umanitarismo (o forse di una resipiscente fraternità?), un dono che però Denise rende vano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davide Pinardi

NEL FANGO DEL CIELO

 

 

 

autori - novità - titoli

Il romanzo è lo spaccato della vita del giovane protagonista, che scorre caoticamente nell'inquieta Italia degli anni Ottanta. Un'esistenza lacerata la sua, alla perenne faticosa ricerca di un'identità smarrita, che sembra ogni volta sfuggirgli fra le dita, come la sabbia della spiaggia di Bonassola, dove un giorno lo condurrà il suo lavoro. La sua giornata è tutto un frenetico incalzare di eventi, di incontri fugaci che sembrano di tanto in tanto colorarsi di un evanescente ed esile significato. Il suo lavoro di proiezionista cinematografico, svolto con lo scopo più o meno consapevole di marcare una radicale contrapposizione alle scelte di vita di un padre troppo ingombrante, lo mette a contatto con una realtà variegata e chiassosa, dai salotti più esclusivi dell'alta borghesia ai centri sociali più scalcagnati della periferia, dalle scuole più emarginate agli istituti universitari più snob. E, al tempo stesso, gli consente una quotidiana "fuga in mongolfiera" dal mondo reale. Fra una crisi e l'altra, accampagnate spesso da un insistente cattivo pensiero, il protagonista sa di avere bisogno di un terapeuta. E, anche per questo, ha deciso di condividere la sua abitazione con Riccardo, un analista omosessuale - che spesso dà l'impressione di essere più depresso di lui - che lo coinvolgerà suo malgrado nel vortice delle sue eccentriche conoscenze professionali. La dolorosa ferita della sua anima si riflette nelle sue tormentante scelte amorose, che alternano l'attrazione (diurna) per tenui figure di maestrine, vestali ed eroticamente impacciate a quella (notturna) per Andrea, un'ambigua sudamericana incontrata, durante uno dei suoi vagabondaggi notturni in giro per la città, a un chiosco frequentato da viados. L'attrazione fatale per la sensuale Andrea finirà per cacciare il giovane proiezionista nel più grosso guaio della sua vita. L'evento sarà anche una inattesa occasione per riavvicinarsi a suo padre, che riuscirà a vedere, per la prima volta, sotto una luce diversa, prima che un destino edipico si consumi, rimettendo tutta la sua vita in discussione.

La critica ha scritto:
L'indice dei libri del mese Milano
, un decennio fa, soffocante preistoria delle crisi successive, delle illusioni di potere convogliate nell'arresto in massa di Tangentopoli. L'aria che si respira è quella della fine, nei vagabondaggi metropolitani dell'io narrante, proiezionista cinematografico per scuole, enti pubblici, salotti borghesi. Si stabilisce un confronto collettivo, in cui il giovane percorre le strade del degrado sociale, assistendo in anteprima alla fine di un'epoca velleitaria. Egli stesso è figlio di un potente della Prima Repubblica, esiliatosi a Losanna in un lussuoso declino, ma ancora in grado di domandar servigi ai politici italiani che gli devono caterve di favori. Il protagonista ha scelto l'isolamento e la fatica di sbarcare il lunario, il solo modo per confrontarsi col delirio degli anni ottanta e con le avvisaglie di una società multietnica, per ora preannunciata dai viados brasiliani e dagli sfruttatori slavi che operano nelle notti milanesi. L'incontro con Andrea, l'ambigua sudamericana minacciata dalla bassa delinquenza, e poi con Giulia, la maestrina monacale che gli garantirebbe un'esistenza qieta e appartata, mettono il giovane di fronte a scelte inaccettabili. Anche Riccardo, lo psicanalista omossessuale con cui divide l'abitazione, non riesce a fargli superare lo scoglio di una crisi ormai istituzionale. Dopo la morte del padre, che lo lascia erede della responsabilità di una fondazione umanitaria, il nostro eroe sprofonda nella paura di vedere morire dei suoi malesseri l'intera società intorno a sè, e sceglie la fuga, lontano dalle luci ormai spente di una Milano sempre più sconosciuta. Veloce e privo di autocommiserazione, il romanzo ha un taglio cinematografico quasi perfetto: nei conflitti personali e pubblici del narratore si specchia una recente generazione d'esuli incapaci di convivere coi compromessi e le nuove violenze. Picaresco e un po' nostaligico, l'eroe di Pinardi è il simbolo di chi - anziché arrendersi - decide di non stare al gioco. Quella degli anni ottanta, ricordiamolo, è stata anche una generazione in fuga.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davide Pinardi

L'ISOLA NEL CIELO

autori - novità - titoli

Un giornalista, inviato speciale di un importante quotidiano, si lascia catturare in una storia di lotte clandestine e la vicenda si trasforma nella corsa alla ricerca della verità. Un romanzo giallo, finalista al premio Calvino, dove i contenuti fortemente simbolici sono imbastiti con ritmo incalzante.