![]() | LONTANO DA MARRAKECH
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| Un romanzo accuratamente costruito, formato da diciassette pezzi che si incastrano tra di loro, con precisione millimetrica, per formare un luminoso e compatto poliedro. Questa struttura narrativa, nella quale vengono utilizzate tecniche proprie del giallo, della psicoanalisi, del telefilm e dello spot pubblicitario, permette vari livelli di lettura. Sotto la sua limpida superficie si intrecciano, come ombre in uno stagno, gli oscuri movimenti degli squali che si agitano nel più profondo. Belle ragazze bionde, tragici camionisti, ambigui detective, silenziosi voyeur, assassini spietati, apprendisti scrittori e fuggiaschi in permanente viaggio verso il sud, tutti intrappolati negli inestricabili labirinti dell'apparenza e della realtà, ricorrono nelle pagine di questo romanzo costruito sui ritmi di una sincopata melodia jazz. Riera de Leyva, autore con un'indiscutibile voce propria, riesce a trasmettere l'incomoda sensazione che la sua assoluta mancanza di morale, le sue torbide motivazioni e la sua particolare visione del mondo, ci risultano più familiari di quanto poteva sembrare all'inizio. Questo romanzo è un esercizio di stile che unisce una prosa trasparente, schietta ed efficace, e di grande potere visivo, a una particolare concezione del paragrafo e del ritmo delle frasi. Lontano da Marrakech può essere considerato come uno dei romanzi più creativi e personali degli ultimi anni e, senza alcun dubbio, come uno degli esperimenti narrativi più brillanti e riusciti. | |
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TERRITORIO
NEMICO
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| Questo è un libro intenso, brillante, profondo e fantasioso. Un romanzo che offre al lettore un suggestivo mondo di fantasia, compatto e personale, elaborato a partire da materiali originali o che provengono dal romanzo (Nabokov, Truman Capote, Scott Fitzgerald sono quelli più evidenti), dal cinema (Hitchcock e Antonioni) e dal pensiero (Freud, Lorenz e Goffman). Territorio nemico è un libro nel quale si combinano, in modo impeccabile, la forza del racconto breve con la complessa struttura musicale tipica del romanzo scritto con una prosa limpida, trasparente, ritmica e visiva, di sorprendente efficacia. Max, il fotografo freelance che tenta di appropriarsi del mondo (o di proteggersi da esso) attraverso l'obiettivo della sua macchina fotografica, possiede un'inconfondibile voce propria che connette con il lettore sin dal primo momento e che sa utilizzare i ricorsi allo humour, al doppio senso, all'ellissi, all'obiettività e al sarcasmo per creare una complicità che si mantiene per tutta la narrazione. Ma Territorio nemico è, soprattutto, uno splendido romanzo, con una trama solida e originale e dai personaggi indimenticabili. Un romanzo che tratta di un certo tipo di animali urbani: esseri cattivi, ribelli, addomesticati e selvatici, che dispongono solo delle armi dell'astuzia o della cautela per sopravvivere, con disuguale fortuna, in quell'ambiente ostile che è la grande città. Un romanzo, in definitiva, che principalmente sarà compreso da tutti coloro che sperimentano la sensazione, a volte dolorosa ma sempre stimolante, di vivere permanentemente nel territorio nemico. | |