Miguel de Unamuno y Jugo

(Bilbao, 1864 - Salamanca, 1936) fu uno dei più autorevoli esponenti della cosiddetta "generazione del '98" e una delle presenze intellettuali più vive e stimolanti della Spagna, ma non solo di essa, nei primi decenni di questo secolo. Docente di greco e poi rettore presso l'Università di Salamanca, visse, pur basco di origine, prevalentemente in questa città, se si eccettua il periodo dal '24 al '30, in cui fu costretto all'esilio, dapprima alle Canarie e poi in Francia. Più volte deposto e reintegrato nella carica di rettore per motivi politici, la sua presa di posizione contro la brutalità della repressione nazionalista ne provocò, nel 1936, la definitiva destituzione, gli arresti domiciliari e, di lì a poco, la morte. Poeta, autore di teatro e soprattutto saggista fine e profondo, oltre che narratore, deve la sua notorietà ai suoi studi sul rapporto tra fede e ragione. Tra le sue opere di narrativa meritano particolare attenzione il romanzo Nebbia (1914) e il racconto San Manuel Bueno, martire.

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