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Kemal / L'Omero del Millennio

L'Omero del Millennio
di Talat S.Halman, Direttore del Dipartimento di Letteratura Turca dell'Università di Bilkent
  • "Il mondo è un giardino di culture con una miriade di fiori dai mille colori e dai mille profumi. Se un fiore venisse colto, l'umanità perderebbe uno dei suoi colori e delle sue fragranze. Ma vedrete che l'umanità assesterà un colpo durissimo a quel che va sotto il nome di "cultura dei consumi", cancellandola una volta per sempre. Nessuno ha potere a sufficienza per togliere agli esseri umani le culture che l'umanità ha creato e che rendono l'essere umano degno di questo nome. Si potranno conquistare le stelle, magari, ma non si potrà distruggere la cultura dell'umanità."
Yashar Kemal è il sommo interprete dei miti della Turchia. Nell'ultimo mezzo secolo egli è stato tradotto in molte lingue, è stato spesso candidato al Nobel, ed è letto in Turchia e all'estero più di ogni altro scrittore turco.
  • "Yashar Kemal non è solo il più grande scrittore turco, ma anche un gigante della letteratura mondiale",
ha rilevato sul Magazine Littéraire Alain Bosquet, grande uomo di lettere francese.
Anche nella vita reale Yashar Kemal è un gigante. Nato nel 1922 nel villaggio di Hemite, Osmaniye, nella Turchia sudoccidentale, da ragazzino fu testimone dell'assassinio del padre, lasciò la scuola dopo la sesta classe e si guadagnò da vivere facendo qualcosa come quaranta lavori diversi. Crebbe immerso nelle leggende e nelle mille storie della campagna. Raccolse poi le storie più avvincenti della tradizione orale e a vent'anni e poco più era già un maestro della narrazione itinerante. Giovane carismatico, alto, robusto, con una personalità ammaliante, irruppe nel mondo giornalistico e letterario di Istanbul prima di compiere i trent'anni. Attirò l'attenzione generale con i suoi avvincenti racconti brevi e con un reportage giornalistico che ha fatto storia. Nel 1955 divenne una celebrità nazionale con la pubblicazione del suo romanzo epico Memed il falco (Ince Memed).
Fino al 2002 Kemal ha scritto più di 40 libri tradotti in quasi 40 lingue. I critici lo hanno paragonato a Tolstoj, Hardy, Steinbeck, Silone, Faulkner e ad altri grandi della letteratura mondiale. In una conferenza che tenne al Convegno sulla Letteratura del Vicino Oriente organizzata dal PEN Center di New York nel 1976, egli dichiarò di dovere moltissimo a William Faulkner. Fondamentalmente, però, egli aspira a catturare lo spirito dell'epica omerica.
Per un quarto di secolo, dagli anni Cinquanta agli Ottanta, la Turchia diede vita a quel che ora è nota come "letteratura di campagna". Yashar Kemal ne fu il massimo rappresentante, ma ne valicò presto i confini. Il genere, che tratta della spietata realtà della miseria, dipinge i contadini minacciati da catastrofi naturali e ingiustizia umana. Il dramma prende forma in termini di povertà economica e psicologica, siccità e alluvioni, oltre che di faide che bramano il sangue di generazioni innocenti. L'ambientazione è carica di stagnazione, ignoranza, squallore, fame. Ufficialetti da quattro soldi tirannizzano i contadini. Proprietari terrieri e politicanti li sfruttano.
Precursore del genere contadino. Yashar Kemal ebbe grande successo varcandone i limiti. Il suo stile non è asciutto, ma lirico, e spesso evita dettagli lugubri e macabri. I suoi personaggi non sono simboli di cartapesta, ma esseri umani veri che spesso rivelano una complessa psicologia. Uno dei punti di forza della sua arte è stata di essere libera dalla retorica e dall'ampollosità che hanno guastato l'opera di molti altri "scrittori contadini". Inoltre, a differenza della maggior parte degli altri, la narrativa di Yashar Kemal non cede al pessimismo: la sua fede nei poteri taumaturgici della natura e nella perfettibilità umana e sociale lo spinge a un ottimismo creativo.
La sua opera omnia è un'epica sterminata sui contadini e la città del nostro tempo, che si muove agilmente dalla realtà locale alla levatura universale. Il celebre Paul Theroux ha scritto sul New York Times che Yashar Kemal ha espresso i particolari delle realtà della sua terra nel flusso di una "epica sontuosa".
Dalla metà degli anni Settanta Yashar Kemal è stato candidato più volte al premio Nobel per la Letteratura. Molti scrittori scandinavi hanno così commentato la candidatura.
Sul Nerikes Allahande Steffan Stolpe osserva:
  • "Yashar Kemal merita il Nobel. La sua possanza epica, la sua critica sociale e le sue storie che mai deviano dalla realtà, sono così efficaci che non lo si può più ignorare per il Nobel".
Sul Norrtelje Tidning Ragnar Mattson ha notato che non c'è nulla che il Nobel possa aggiungere a Kemal. In altre sedi alcuni critici hanno scritto che l'opera di Kemal è di per se stessa il massimo premio, o anche che essa è uno splendido dono all'umanità.
Nel corso degli anni Yashar Kemal ha ricevuto numerosi premi in patria e all'estero. Il più recente gli è stato conferito dall'Università di Bilkent, la maggiore università privata turca, che gli ha attribuito una laurea in lettere il 18 maggio 2002. In un possente discorso di accettazione, il grande scrittore ha parlato della diversità creativa delle culture e ha tuonato contro gli effetti deleteri, quando non distruttivi, della cosiddetta "cultura dei consumi", concludendo, però, con una nota di ottimismo: "Il mondo è un giardino di culture con una miriade di fiori dai mille colori e dai mille profumi. Se un fiore venisse colto, l'umanità perderebbe uno dei suoi colori e delle sue fragranze. Ma vedrete che l'umanità assesterà un colpo durissimo a quel che va sotto il nome di "cultura dei consumi", cancellandola una volta per sempre. Nessuno ha potere a sufficienza per togliere agli esseri umani le culture che l'umanità ha creato e che rendono l'essere umano degno di questo nome. Si potranno conquistare le stelle, magari, ma non si potrà distruggere la cultura dell'umanità."
 
Il 16 e il 17 maggio presso il Centro per la Letteratura turca dell'Università di Bilkent si è tenuto un "Convegno internazionale su Yashar Kemal", con 23 studiosi e scrittori, tra cui Jean-Pierre Deleage e Altan Gökalp dalla Francia, Belma Ötüs-Baskett e Sam Baskett dall'Inghilterra, Clare Brandabur dagli Stati Uniti...
Yashar Kemal ha assistito dall'inizio alla fine dei lavori. Ha spesso chiesto la parola, fatto commenti affascinanti, raccontato aneddoti e riferito i suoi ricordi.
Il convegno ha avuto anche due serate interessanti. Il 16 maggio i grandi attori Ayten Gökçer, Cüneyt Gökçer, Hidayet Das, Rüstü Asyali, e Olcay Poyraz hanno tenuto una lettura e delle rappresentazioni teatrali tratte dalle opere di Yashar Kemal. Lo stesso autore ha letto alcuni passaggi dal suo ultimo best-seller. Tre celebri scrittori - Zülfü Livaneli, Doğan Hizlan, e Zeynep Oral - hanno tenuto delle splendide conferenze su Yashar Kemal. Il 17 maggio, nella Sala Concerti della Bilkent, gli artisti del Teatro d'Opera e Balletto hanno presentato uno splendido programma di arie e canzoni popolari di diversi paesi.
Il cuore del programma è stato il finale, quando Yashar Kemal è stato raggiunto dal grande compositore e cantante Zülfü Livaneli per una breve presentazione di liriche e canzoni.
 
Il convegno, organizzato dal Centro di Letteratura Turca dell'Università di Bilkent sarà ricordato a lungo come la più lunga conferenza mai dedicata all'opera di uno scrittore turco vivente.
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