Lettera di Ermanno Olmi a Yashar Kemal
Carissimo Yashar,
ho appena staccato gli occhi dalle pagine del tuo MONTE ARARAT.
Giusto il tempo di un respiro per riemergere dalla intensissima emozione che non mi ha mai dato tregua durante tutta la lettura e subito il desiderio di scriverti queste poche righe. Solo per dirti che anch'io, insieme ai tuoi personaggi, mi sono ritrovato "...in ginocchio su una terra vecchia di mille anni d'amore, su una terra di mille primavere..."
E' un sentimento, questo, che forse conoscevo (un sentimento che sicuramente tutti gli uomini portano con sé da sempre) ma da cui ci si allontana, presi negli affanni quotidiani; e si finisce per dimenticarsene.
Ma ecco che l'ho ritrovato sulla riva del piccolo lago blu. "...un blu come non ce n'è altri al mondo..."
E' possibile che anch'io abbia sentito dentro di me un sussulto di cuori di mille generazioni che mi hanno preceduto?
Vorrei che questo tuo Ararat diventasse un film. Il mio entusiasmo sconvolge ogni mio altro programma di lavoro... e sarebbe bellissimo lavorare insieme alla stesura del copione cinematografico.
Attendo con ansia un tuo cenno. In ogni modo, sono felice.
Ermanno