Figlio di un cacciatore, Jurij Rytcheu (nella foto di © Leonhard Kossuth, elab. Tranchida), nasce nel 1930 a Uelen, un piccolo villaggio nella penisola dei Cukci. Nello stesso anno la lingua cukca riceve per la prima volta uno standard scritto. Rytcheu è lo scrittore di un popolo che conta 12.000 anime e che vive al margine estremo della Siberia, diviso dall'Alaska dallo stretto di Bering. I suoi romanzi tramandano vita, usi, costumi e leggende della sua terra, tra distese di ghiacci popolate di orsi, foche e trichechi, oltre che di poetiche leggende che, come la danza rituale dei cacciatori cukci accanto al falò, sono espressione dell'arte di dar forma ai sentimenti. Tradotto in diversi Paesi, è diventato la voce di una cultura a rischio e di una nazione dimenticata.