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introdursi nelluniverso di Arvo Valton, è meglio passare
dal camino che dalla porta dingresso. Lo scrittore estone ci serve
lassurdo al buffet freddo. Rispetto alla storia, la letteratura ha sempre saputo adattarsi. Sotto il giogo dei regimi totalitari, gli scrittori hanno il dovere di aggirare i codici decretati dalle autorità delle Lettere. Nato nel 1935 in Estonia, Arvo Valton è a lungo ricorso al modello del documento sociologico per affrontare i tratti principali dellUnione sotto diverse forme letterarie: romanzi, racconti, opere teatrali. Il suo tono originale, insieme di umorismo e di tenero affetto, e la sua predilezione per i ritratti delle piccole cose della vita hanno fatto di lui uno dei prosatori più innovatori della giovane generazione. Con L'uomo con lo zaino verde, che raccoglie sei racconti, sorta di esegesi sociale dei comandamenti, Valton rompe con la tradizione realista per presentarsi come un analista clinico al capezzale dellanima sovietica. Di questanima, nutrita dalluniformità e dal dogmatismo di mezzo secolo di collettivismo, Valton si servirà come il rivelatore implacabile, grottesco di una società spersonalizzata e fantasmagorica dove le regole di funzionamento sorpassano a volte largamente i limiti dello spiegabile. Leroe valtoniano è un uomo a parte. Estraneo al suo mondo, si scontra frontalmente con lincomprensione generale, con lincomunicabilità, "questa specie di illusione ottica, una realtà ostile" di cui si sente la vittima. Valton ha larte di pervertire le situazioni. Luniverso di Valton è una grande società di farse e scherzi, pantomima palese della devastazione delle coscienze dove lassurdo sfumato di un umorismo derisorio diventa quindi lunica ancora di salvezza dellindividuo. (Philippe Savary) |
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